La balla del surriscaldamento globale

7 maggio 2008

250px Al gore nobel La balla del surriscaldamento globaleL’ex vice presidente degli Stati Uniti Al Gore ha ricevuto il premio Nobel per la pace 2007 per il suo impegno ambientale sul surriscaldamento globale (global warming). Non sono sicuro che immagine Al Gore abbia in Italia. Magari è popolare; magari gli italiani si sono bevuti la balla del global warming causato da noi esseri umani; magari si sono bevuti pure la balla più grande che Al Gore sia un angioletto che ha a cuore il destino del mondo; ma che gesto carino. Io ho un commento al riguardo: non ci credo.

Negli anni 70 i mass media hanno diffuso la paura del raffreddamento globale. A tal proposito, il 28 Aprile 1975 Newsweek ha pubblicato un articolo che prevedeva “carestie catastrofiche” dovute ad un raffreddamento globale i cui dati si stavano accumulando “con tale abbondanza che i metereologi fanno fatica a tenere il passo”. Per fermare gli effetti devastanti di questo raffreddamento globale, alcuni esperti proposero addirittura di sciogliere parte della calotta artica. Adesso ci dicono esattamente l’opposto. Insomma, ci stavano a prendere in giro allora o adesso?

In entrambi i casi, a quanto pare. Questi benefattori hanno infatti un’agenda che riguarda il tuo ed il mio portafoglio.

Sì, è vero che stiamo attraversando un periodo di riscaldamento; è vero che la terra ha la temperatura più alta degli ultimi 400 anni, come Gore non si stanca mai di mostrare. Peccato però che mostrino soltanto gli ultimi 400 anni; peccato che non parlino di tutti gli scienziati che si oppongono a questa ridicola teoria del surriscaldamento globale causato dall’uomo; peccato che sia una balla.

Quali sono i fatti?

Visto che i media contribuiscono a diffondere l’isteria di massa, ecco qualche dato utile.

IdrocarburiI dati di rilevazione della superficie terrestre vanno indietro fino al 1861. Questi dati riportano un innalzamento della temperatura del pianeta dal 1910 al 1940, seguito da un leggero raffreddamento dal 1940 al 1975 (quando Newsweek ha pubblicato l’articolo di cui sopra). Dal 1975 ad oggi abbiamo avuto un periodo di leggero riscaldamento.

C’è una complicazione però. i dati di rilevazione satellitari della superficie atmosferica non sembrano voler collaborare. Secondo questi dati, a nostra disposizione a partire dal 1979, non vi è stato alcun innalzamento della temperatura atmosferica negli ultimi 25 anni.

Gli ambientalisti sostengono poi che questo discutibile innalzamento della temperatura del pianeta sia dovuto agli idrocarburi rilasciati dall’uomo, e ne hanno richiesto un drastico ridimensionamento. Il problema è che i dati non sembrano confermare queste teorie: il periodo tra il 1940 ed il 1975 infatti, come abbiamo visto, è stato un periodo di forte consumo di idrocarburi, con centrali al carbone operanti a pieno regime senza alcuna restrizione da parte dei movimenti ambientalisti. Eppure il pianeta ha registrato una lieve diminuzione, non un innalzamento, della temperatura di superficie.

Un altro aspetto da considerare è che, se guardiamo ad un periodo maggiore degli ultimi 400 anni, la temperatura non è particolarmente elevata; anzi, se consideriamo gli ultimi 3000 anni, è nella media. La temperatura infatti era molto più alta di quella attuale durante l’Optimum medievale, un periodo che fu caratterizzato dal Rinascimento culturale europeo e da una maggiore produzione agricola. Non male.

Optimum MedievaleA proposito dell’Optimum medievale vi è un aneddoto interessante. Il dottor David Deming, assistant professor presso l’Oklahoma’s College of Geosciences, nel 1995 ha pubblicato uno studio sulla rivista Science in cui riportò un innalzamento della temperatura del pianeta di un grado Celsius nel Nord America nel corso degli ultimi 100-150 anni. Deming dice:

Con la pubblicazione di quell’articolo su Science, riscossi grande credibilità nella comunità dei climatologi interessati al global warming. Pensavano che fossi uno di loro […] Cosí uno di loro abbassò la guardia […] e mi mandò una mail dicendo, «dobbiamo liberarci dell’Optimum medievale».

Allo stesso tempo, Deming notò che pure i mass media hanno la loro bella agenda da seguire. Il suo articolo su Science infatti concludeva che non si poteva costruire una relazione causale tra attività umana e global warming.

Un reporter della National Public Radio chiamò Deming per discutere su quella conclusione. «Intende dire che il riscaldamento del Nord America possa essere dovuto a variabili naturali?» chiese il reporter.

«Si», rispose Deming.
«Be’, penso di non avere nulla da scrivere allora», disse il reporter. «Questo non interessa al pubblico. Il pubblico vuole sapere delle cause umane del riscaldamento globale. Arrivederci.»

Par condicio, anyone?

Tornando al benefattore Al Gore, il nostro tree-hugger politico vorrebbe farci credere che il rilascio di idrocarburi da parte dell’uomo sarebbe al centro di questo fenomeno. Eppure ciò ha probabilmente contribuito ad innalzare il livello di anidride carbonica solo dello 0.03 o 0.04% durante l’ultimo secolo—circa 8 gigatoni all’anno — ammesso che riusciamo a misurarli correttamente — contro i 40.000 gigatoni naturalmente presenti nella biosfera e negli oceani.

Infine, va considerato che Al Gore conta su circa 600 scienziati—oltre ad altri nomi celebri—che hanno sottoscritto la balla del surriscaldamento globale. Dall’altra parte, oltre 31.000 scienziati hanno firmato una petizione contro tale fenomeno. Per chi legge l’inglese, ecco il link all’intervista con il dr. Arthur Robinson, co-fondatore dell’Oregon Institute of Science and Medicine, uno degli scienziati contrari alla teoria del surriscaldamento globale.

Fonti

Vedi i link nell’articolo. Alcuni dati e la storia dello scienziato Deming sono tratte dal libro The Politically Incorrect Guide to Science di Tom Bethell.

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Commenti

8 Responses to “La balla del surriscaldamento globale”

  1. Anonymous on maggio 29th, 2008 9:03 pm

    solo dello 0,04% ??? solo? lascia stare queste cose agli addetti ai lavori.. ingorante…

  2. Francesco Scinico on maggio 30th, 2008 2:16 pm

    Tu sei uno degli addetti ai lavori? Io, no, ma so leggere.

    Questo è un articolo di Newsweek del 28 Aprile 1975 sul raffreddamento globale. Gli “addetti ai lavori” prevedevano riduzioni catastrofiche nella produzione di cibo.
    http://xtronics.com/reference/cooling.pdf

    Questi sono altri links sul global warming:
    http://xtronics.com/reference/globalwarming.htm
    http://www.geocraft.com/WVFossils/greenhouse_data.html

    Questa è l’opinione dell’ex editore della rivista scientifica New Scientist:
    http://newsbusters.org/node/10756
    E questo è l’articolo che ha pubblicato sul Sunday Times:
    http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/article1363818.ece

    Questo è il sito del global warming petition project, firmato da 31.072 “addetti ai lavori” americani contro l’anthropomorphic global warming (AGW), ovvero “il riscaldamento globale causato dall’uomo.”

    Infine, questa è la lista dei 100 “prominenti” climatologi a favore del AGW. Come puoi vedere, conta “addetti ai lavori” di rilievo, come Al Gore, Bono, Jon Bon Jovi, ed altri nomi illustri.
    http://motls.blogspot.com/2008/05/31072-american-scientists-against-agw.html

    Quale non addetto ai lavori, quasi mi vergogno di sottolineare come 8 gigatoni di produzione umana annua di CO2 (pure ammesso che riusciamo a calcolarla precisamente) siano nulla in confronto ai 40.000 gigatoni naturalmente presenti nella biosfera e negli oceani. Ma chi sono io per sottolineare tutto ciò? In qualità di non addetto ai lavori, non sono sicuro che mi sia consentito leggere ed informarmi su queste cose.

    Forse hai ragione tu. Forse dovremmo seguire i consigli di Planned Parenthood
    http://www.plannedparenthood.org/
    e non fare figli, in quanto i bambini rappresentano una minaccia all’equilibrio naturale di CO2.

    Chiedo umilmente scusa per avere osato andare contro l’addetto ai lavori Al Goebbels, ehm, Al Gore.

    Chiedo umilmente scusa per avere usato il cervello.

    La prossima volta farò come te.

  3. Francesco Scinico on maggio 30th, 2008 2:19 pm

    Ecco il sito del Global Warming Petition Project
    http://www.petitionproject.org/

  4. Nickyus on giugno 3rd, 2008 7:08 pm

    Complimenti…è bello vedere che c’è ancora chi usa la propria testolina e non si “beve” proprio tutto. Cmq, da non addetta ai lavori, vorrei ricordare che la Terra passa da caldo a freddo (e viceversa ovviamente) per …natura. Mi riferisco a quelle “cose” meglio note come periodi glaciali ed interglaciali. Per natura, sì. Perché il calore che la Terra riceve dal Sole sapete che combina? fa evaporare l’acqua dal mare…la quale ricade sulla terra sotto forma di precipitazioni piovose, ma anche nevose (dipende da dove ricasca ’st’acqua!)causando, lentamente, ma inesorabilmente un abbassamento delle temperature. Quando, poi, la superfice bianca è sufficientemente estesa, l’effetto albedo (immagino sappiate tutti cos’è)produce un nuovo innalzamento delle temperature e…si ricomincia! E questo avviene da molto tempo prima che l’Homo girasse in macchina!!

  5. Photsynthesis on giugno 4th, 2008 2:49 pm

    Il problema non é se si sta surriscaldando il pianeta o no, ma i danni di questo.
    Basta vedere la fame nel mondo dovuta alla distruzione ambientale, le malattie procurate all uomo per l inquinamento, la perdita di Biodiversitá. Inoltre: anche se non fosse vero, cosa costa risparmiare energia o fornirsi di energie rinnovabili?
    Cmq io sono scettico sui scettici come te, la maggior parte degli scienziati sostiene che ci sono problemi. Tirar fuori un articolo e prenderlo come esempio i sembra mooolto scarso.
    Ti invito a leggere i post del mio Blog, dove spiego i danni causati e le minacce ambientali provocate dall’uomo!

    http://photosynthesisit.blogspot.com/

  6. Anonymous on giugno 4th, 2008 4:02 pm

    Quasi tutte le cose che ha scritto non sono vere, sono state smontate pezzo per pezzo in un libro che ho appena letto, si intitolava “a qualcuno piace caldo” ma l’autore non lo ricordo. L’ho preso da Feltrinelli

  7. Alessandro T on luglio 2nd, 2008 2:47 pm

    La teoria è interessante…alcune cose mi erano ignote come l’”optimun medievale”, e per questo ho evitato di votare il post senza avere una conoscenza un pò migliore…ma non sono del tutto convinto.
    Intanto, è ovvio che ci sia un business intorno a queste cose perché c’è business OVUNQUE…anche se in linea di principio apprezzo lo sforzo dietrologico: inoltre, te la senti davvero di ignorare la legge dell’entropia?? Gli idrocarburi non si “producono” come si legge nel post; si bruciano soltanto operando una trasformazione istantanea di energia nobilissima che la natura ci ha messo millenni a raffinare.
    Per essere uno che si interessa di questioni di fede (almeno dalle citazioni che ho visto), mi sembri un pò troppo cinico nel giudicare gli uomini e ..sinceramente, non capisco perché, visto che un cambiamento di paradigma sarebbe solo di beneficio per l’umanità intera (almeno potenzialmente). Quanto alla “procreazione programmata”, l’aborto è una questione morale che poco c’entra con il riscaldamento globale ma se ti guardi le proiezioni sulla crescita demografica ti accorgi che il futuro non è roseo: neanche il cibo si “produce”, lo si coltiva soltanto.
    Ah già….ma tanto tu vivi nella parte di mondo dove si mangia tutti i giorni…scusa l’ingenuità! :-)

  8. Francesco Scinico on luglio 2nd, 2008 8:41 pm

    Alessandro,
    Grazie per il tuo input. Proprio per questioni di fede (e per osservazione empirica) sono abbastanza (s)cinico sulla razza umana. Sull’aumento demografico c’è molto da dire, e sarà  oggetto di un post futuro. Per ora diciamo che non credo alle visioni apocalittiche proposte dai neo-maltusiani dei nostri giorni. Sull’America come posto dove si mangia tutti i giorni non sarei tanto sicuro. La vera America è diversa dall’immagine che se ne ha all’estero.
    Grazie per la precisazione sugli idrocarburi. Ciao.