Le dodici virtù dei genitori modello

14 novembre 2008

mamma e figlia Le dodici virtù dei genitori modello«Angela, non fare la lagna e finisci la tua colazione», dico con voce calma a mia figlia di due anni intorno alle 8 del mattino. Angela mi guarda con aria di sfida e  si dimena sul seggiolone. «Papà, OUT!» tuona Angela, esigendo di scendere dal seggiolone. «Lalla, non urlare a papà. Le brave bambine dicono ‘Papà, out please’».

Angela continua a dimenarsi sul seggiolone, facendo no con la testa. «Lalla, visto che non vuoi praticare le buone maniere, starai seduta sul seggiolone finché non chiedi scusa», dico con voce calma ma ferma. Lalla non demorde, lo sguardo di sfida continua imperterrito. Benvenuti nel mondo dei “terrible twos”, come li chiamano in America; i terribili due anni, l’età in cui saldamente al comando della lista dei babysitter ideali si trova Attila.

Mia moglie Hannah arriva in cucina in quel momento. «Hannah, devo andare al lavoro. Angelina rimane sul seggiolone fino a che non dice she’s sorry». «Ok», dice Hannah lanciando uno sguardo di disapprovazione ad Angela. «Angela, don’t be cattiva. Say sorry to papà». Angela rimane in silenzio, lo sguardo gelido. Io esco. Hannah comincia a pulire la cucina ed il family room. Lalla è sempre sul seggiolone, dove comincia a contare le briciole di pane e burro, a cantare le sue canzoncine, ed a guardare la mamma pulire la cucina. Alle 11:15, tre ore dopo, Angela è pronta a chiedere scusa. Hannah la fa scendere dal seggiolone e l’abbraccia. «Brava bambina, but remember, you need to obey the first time». Angela sorride e fa il solletico alla mamma. «Shy», dice Angela con voce dolce. Timida? No, è la sua frase standard quando vuole evitare di fare ciò che le viene detto di fare.

Ah, la vita da genitori. Bella e dura allo stesso tempo. Sacrifici? Tanti. Ricompense? Chi lo sa. Eppure vogliamo comunque dare il meglio di noi stessi ai nostri figli. Vogliamo dare loro amore, istruzione, buone maniere, saggezza, successo. È il lavoro più difficile del mondo, eppure nessuno ce lo insegna. Che me ne faccio dell’“armonia che vince di mille secoli il silenzio” di foscoliana memoria quando sono le dieci di sera e la piccola Angela strilla come un’ossessa perché non vuole andare a fare la nanna? In verità noi genitori impariamo strada facendo. Errori? Molti; alcuni gravi, alcuni meno gravi.

«E tua figlia ha solo due anni», mi dice mio suocero, padre di undici figli da 10 a 30 anni. «Aspetta di vederli da teenagers. Quella è l’età in cui vuoi fare quello che hanno fatto i fratelli di Giuseppe e venderli al mercato per venti pezzi d’argento».

Ma se pure la garanzia di successo rimane elusiva, quali sono le virtù essenziali che noi genitori dobbiamo coltivare per cercare di allevare i nostri figli nel modo migliore?

Amore

L’amore ha molte facce: sentimento, disciplina, sacrificio: a volte pronto ad abbracciare e consolare, altre volte pronto a guidare e disciplinare. Dare e togliere. Un equilibrio delicato tra legge e grazia.

L’amore non si misura dall’intensità delle nostre emozioni. Le emozioni sono solo una conseguenza dell’amore. I baci, le carezze, gli abbracci, dunque, sono sì importanti e necessari, ma non definiscono il concetto dell’amore. la cui unica e vera misura finale è il servizio reso ai nostri figli.

Rispetto

I bambini saranno presto adulti. Sono già, in effetti, dei piccoli adulti. Hanno anima, emozioni, orgoglio, vergogna, e desiderio di essere accettati tanto quanto noi adulti. I bambini hanno opinioni, idee, e modi di vedere che vogliono condividere.

Un bambino ha il diritto allo stesso rispetto che mostriamo verso un adulto. I nostri figli hanno il diritto a  non essere sottoposti alla tortura del solletico fino a quando non riescono più a respirare, o a non essere comandati a destra e a sinistra senza motivo semplicemente perché sono piccoli o perché comandarli a bacchetta soddisfa il nostro power trip da genitori frustrati. Se vogliamo che i nostri figli mostrino rispetto verso gli altri, dobbiamo per primi mostrare rispetto verso di loro.

Fondamentale poi è aiutare i nostri figli a coltivare un sano concetto di sè, una sana autostima. Un essere umano senza autostima, infatti, è destinato ad una vita miserabile e piena di fallimenti, reali o percepiti.

Come accrescere l’autostima dei nostri figli? Mostrando loro stima e rispetto. I bambini infatti misurano il proprio valore in base a come sono stimati da altri.

Conosco genitori che mostrano il più assoluto rispetto per i propri figli sin dalla più tenera età. Si scusano con i figli se voltano loro le spalle o se fanno loro un torto, chiedono per favore  e dicono grazie quando ricevono un favore, anche se i figli hanno solo due anni. Trattano insomma i figli come piccoli adulti.

Sicurezza

L’altro giorno stavo ascoltando alla radio la storia di Sarah. Sarah non riusciva a dormire da sola. Era cresciuta condividendo la stanza con la sorella od il lettone con i genitori. All’università condivideva la stanza con altre studentesse. Da sposata, dormiva col marito. Ogni volta che il marito doveva viaggiare per motivi di lavoro, Sarah soffriva di attacchi di panico durante la notte. Sognava di guidare in autostrada trafficata quando, all’improvviso, tutte le altre automobili sparivano e lei si ritrovava da sola.

La povera Sarah si svegliava nel pieno della notte in un bagno di sudore. Era arrivata ad accettare questi attacchi di panico come normali. Del resto ne soffriva pure sua madre.

Una sera Sarah decide di raccontare di questi attacchi ad altre donne durante uno studio biblico. Le altre donne le fanno notare che un tale fenomeno non è normale. «Quando hai iniziato a soffrire di questi attacchi», le chiedono. Sarah per la prima volta ci pensa. «Quando i miei genitori hanno divorziato», dice infine Sarah, mettendo finalmente insieme i pezzi del puzzle.

Ecco perché nei suoi sogni si ritrovava improvvisamente da sola in autostrada. L’esperienza traumatica del divorzio dei genitori aveva lasciato un marchio indelebile nella sua psiche; «tutti mi abbandonano», le diceva constantemente il suo subconscio.

Uno dei ruoli supremi di noi genitori è quello di far sentire i nostri figli al sicuro nelle tempeste della vita. Ma la sicurezza non deve essere solo fisica, ma anche e soprattutto emotiva e spirituale. È importante che i figli ottengano dai genitori rifugio, cibo e vestiti. Ancora piú importante è che sentano la dedizione assoluta dei genitori nel fare tutto ciò con amore.

Non è quindi solo quello che fai, ma lo spirito con cui lo fai, l’atmosfera ed il respiro della vita familiare. Lo spirito dei genitori è la fonte di questa sicurezza sentita dai figli. Le circostanze esterne, persino quelle più dure, non possono scalfire il luogo segreto nel cuore dei bambini dove sentono l’amore dei genitori. Ricordate La vita è bella di Benigni? Il modo in cui Guido protegge la salute emotiva del figlio Giosuè nella peggiore delle circostanze, l’inferno del lager nazista, è il perfetto esempio del genitore amorevole che offre sicurezza fisica, emotiva e spirituale al proprio figlio.

Questa sicurezza interiore è assolutamente essenziale per un sano sviluppo del bambino. Senza la pace emotiva e spirituale che deriva dalla consapevolezza di essere amato e stimato e dalla consapevolezza che ci sono persone al mondo che sono totalmente dedite alla sua felicità, un bambino non ha terra ferma su cui crescere sano e forte.

Un ambiente ordinato e disciplinato può essere importante, ma non è  essenziale. Ci sono bambini poveri che pure hanno molta sicurezza emotiva. Persino i figli di genitori separati o divorziati possono godere tale sicurezza senza attraversare il travaglio emotivo di Sarah. Spetta al genitore dare tutto il suo amore ai figli e far loro capire che il suo amore per loro non verrà mai meno.

Provvedere ai bisogni fisici dei nostri figli non è sufficiente. La loro sicurezza emotiva e spirituale sono ingredienti necessari per il loro sviluppo in adulti solidi ed affidabili.

Approvazione

Cominciamo col dire quello che l’approvazione dei nostri figli non è. Non è approvazione incondizionata  per tutto quello che fanno, giusto o sbagliato che sia.

Approvazione verso i nostri figli significa che, nonostante i propri errori, quest’ultimi sentano di non essere stato abbandonati o allontanati dai genitori. Ripudiamo il peccato, non il peccatore.

D’altra parte, dobbiamo insegnare ai nostri figli che esistono assoluti morali. Ciò è essenziale in quest’epoca di relativismo morale, in cui molti genitori concedono ai figli totale libertà di espressione, non correggono la loro condotta, e mantengono un atteggiamento positivo pure quando i figli fanno qualcosa di male. Questo relativismo morale è sbagliato e si vedrà nei suoi frutti.

Il rapporto che i genitori devono avere con i figli deve inoltre essere diverso da quello che il resto del mondo ha con loro. È nostro dovere accettare e prendersi cura dei nostri figli fino a quando lasciano il nido. Indipendentenmente dal loro comportamento, i nostri figli devono sapere in fondo al cuore che noi abbiamo una dedizione infinita ed incondizionata alla loro felicità ed integrità. Questo è un dovere sacrosanto di noi genitori. Grazie a Dio, per molti di noi è pure istintivo.

Questa dedizione è fonte di sicurezza incalcolabile per i nostri figli. Avere qualcuno che da valore alla tua vita, avere qualcuno che è pronto a perdonarti anche quando tu stesso non riesci a perdonarti lascia aperta la porta del perdono. Ricordate la parabola del figliol prodigo? Avere qualcuno che ti accetta pure quando la tua condotta esige il più assoluto disprezzo ti spinge verso la redenzione, ti obbliga ad agire in modo tale da meritare la dolcezza di quel perdono. L’esempio supremo in campo letterario che mostra il potere del perdono e della dedizione come via alla redenzione è il capolavoro di Victor Hugo, I Miserabili.

Una testimonianza che non dimenticherò mai è quella di un uomo canadese, il quale, sin da adolescente, aveva cominciato a ribellarsi ai genitori. Usciva e rientrava tardi, era maleducato, offendeva i genitori, rubava i soldi dalla borsa della madre per sperperarli con gli amici. La sua camera era un casino, la sua bocca piena di veleno.

I genitori erano disperati, ma continuavano a fare l’unica cosa che il loro istinto diceva loro di fare, la cosa che nessun altro al mondo avrebbe fatto. Chiunque altro avrebbe preso quel giovane e lo avrebbe riempito di mazzate. Loro, i genitori, lo riprendevano e lo supplicavano, sì, ma nel frattempo gli davano amore, gli mettevano il piatto di pasta sul tavolo, gli stavano vicino.

Dieci anni, dieci anni ci sono voluti per rompere quel guscio. Dieci anni dopo, una sera, il ragazzo, ormai uomo nei sui vent’anni e passa, ruppe in un pianto profondo. Chiese scusa ai genitori per tutte le pene causate, restituì tutti i soldi che aveva rubato, e cambiò vita. Era finalmente redento.

Dieci anni, Dieci anni sono tanti, ma pure cento anni di sofferenza valgono la pena per salvare l’anima persa di un figlio.

Comunicazione

La comunicazione è la base di qualsiasi società. Le nostre relazioni interpersonali sono costruite sulla comunicazione, aspetto essenziale del nostro sviluppo intellettivo. Molte ricerche hanno dimostrato che neonati lasciati in isolamento nelle loro culle, senza contatti umani, crescono con un quoziente intellettivo inferiore. Leggi al tuo bambino. mostra loro le cose e associa un nome con ogni cosa. Parla con lui, non ti limitare a parlare a lui. Ascolta il tuo figlio adolescente e impara da lui.

Tempo

Qualità e quantità. Quando tu non spendi tempo con i tuoi figli, lo farà qualcun altro, dal carattere magari discutibile. La vita dei tuoi figli è come un libro non scritto, le pagine ancora bianche, minuti, ore e giorni di creta spirituale che può essere modellata da te o da personaggi dalla condotta morale riprovevole, in televisione o nella vita reale. Ogni volta che spendi tempo con tuo figlio, contribuisci a scrivere pagine sul libro della sua vita. Ogni volta che lo affidi a qualcun altro — la baby sitter, l’asilo nido, la scuola, la TV, gli amici — lasci quelle pagine bianche alla penna di qualcun altro. Rispetta il tempo che tu stesso hai a disposizione così da ricavare scampoli di tempo da spendere con i tuoi bambini. I tuoi figli sono più importanti della finale della coppa del mondo, dell’ultimo film di Muccino, o della partita a carte al bar con gli amici. Dimostralo.

Confini

I bambini devono imparare il prima possibile che non sono il centro dell’universo. Ci sono altre persone con bisogni e diritti. La moderazione è essenziale in qualsiasi individuo. Gli esseri umani non sono bestie. Devono considerare ciò che è giusto e buono per l’universo intorno a loro. Ecco perché abbiamo dei confini. Così come la natura ha leggi immutabili che hanno conseguenze quando vengoo violate, così ha il mondo della mente e dello spirito. L’anima umana ha confini pure quando questi ultimi non sono riconosciuti.

Uno dei compiti principali dei genitori è quello di insegnare il prima possibe ai figli che questi ultimi hanno confini morali e comportamentali irrevocabili, associati a conseguenze in caso di disobbedienza. Confini senza conseguenze non sono più irrevocabili. Che a ciascuno venga permesso di stabilire i propri confini è anarchia. Auto-controllo ed equilibrio sono l’apice dell’esistenza umana. L’assenza di auto-controllo è l’essenza del peccato. È responsabilità dei genitori stabilire chiaramente i confini e mantenerli.

Struttura

Ogni individuo, non solo un bambino, lasciato a fare solo quello che gli piace in ogni momento, non farà nulla a meno che non sia gratificante al momento. Bisogna dunque strutturare le attività dei nostri figli e considerare pure le attività spiacevoli che tuttavia devono essere eseguite con regolarità. Aiutare i nostri figli a stabilire un programma e un calendario per le loro attività aiuta a prevenire la procrastinazione, evita la noia, dà un senso di struttura e sicurezza, e minimizza lo stress. La buona abitudine di strutturare il proprio tempo si impara meglio da piccoli, prima dei quattro anni di età. Senza struttura, il bambino vive come un birbante irresponsabile. Avere una struttura permette ai figli di stabilire mete e fare sacrifici per raggiungerle. È la strada per una vita piena e responsabile.

Avere un programma di attvità da rispettare aiuta inoltre nel minimizzare le liti tra fratelli, uno dei desideri più ardenti di qualsiasi genitore.

Significato

I bambini devono sentire di essere parte di qualcosa che ha un fine, una meta. Ciò si ottiene facendo sentire al bambino che può contribuire a qualcosa in modo significativo. Un bambino che viene servito e riverito, ma che non chiamato a contribuire in qualche modo alla vita familiare, diventerà un adulto con poca confidenza. Tutti hanno bisogno di sentirsi necessari.

È importante che noi genitori non diamo falsi elogi. Ciò è degradante per un bambino se non è basato su una sua prestazione genuina. I nostri figli apprezzeranno l’elogio dei genitori solo se questo riflette accuratamente qualcosa di buono che hanno fatto. Un falso elogio viene percepito come manipolazione. Quando lodiamo nostro figlio per la sua bellissima prestazione durante la partita di calcio del suo gruppo sportivo, quando in realtà la sua prestazione è stata mediocre, nostro figlio percepisce il nostro falso elogio, e comincia a chiedersi: «su che altro papà e mamma mentono quando mi fanno i complimenti?»

Quando i bambini fanno parte di un team familiare che supera ostacoli veri col loro contributo, ciò contribuisce grandemente alla loro autostima. Sanno di essere necessari. il loro contributo è essenziale, quindi loro percepiscono di essere essenziali. Combattere insieme e vincere insieme conduce ad uno dei più incredibili fenomeni che un individuo possa sentire, l’unione e la sintonia spirituali con altri esseri umani.

Esempio

Sii quello che vuoi che i tuoi figli diventino. «More is caught than taught», dice il proverbio in America, i bambini imparano più da quello che osservano che da quello che viene loro insegnato. I bambini leggono le azioni dei genitori meglio delle parole di quest’ultimi. I bambini imitano le azioni delle persone che ammirano di più, i propri genitori. Se tu come genitore non riesci a vivere secondo le tue parole, non ti aspettare che i tuoi figli lo facciano. E quando il figlio maggiore comincia a sviluppare cattive abitudini, i fratelli più piccoli seguiranno, e probabilmente faranno di peggio. Allo stesso modo, se riesci a tenere il figlio maggiore sotto controllo, hai un buon esempio per gli altri figli che seguono.

Gestione delle crisi

La vita spesso salta da una crisi all’altra, specialmente per bambini ed adolescenti. Frustrazioni, paure, fallimenti, malattie, dolore, chi più ne ha più ne metta. La capacità di vedere tali crisi come opportunità di crescita spirituale diminuisce grandemente lo stress della vita. Le persone che sviluppano tali capacità vengono definite coraggiose e sagge.

I tuoi figli sono sotto la tua tutela per 18 anni (35 in Italia ;-) ). Per tutti questi anni, sarai accanto a loro durante le tempeste della loro vita. I tuoi figli impareranno da te come affrontarle.

Il significato della vita

Nel cuore di ciascuno di noi vi è la consapevolezza di essere stato messo su questa terra per un motivo. «Ho un destino da compiere», diciamo in cuor nostro. È importante essere pronti a condividere la nostra saggezza con i nostri figli adolescenti che un giorno cominceranno a chiedersi: «Chi sono io? Che ci faccio qui? Qual è il senso della vita?».

Queste sono domande che fanno vacillare molti adulti, domande a cui molti non sanno come rispondere, specialmente se hanno perso la fede per strada. Aiuta cercare conforto nelle Scritture, rivolgersi al Padre nella cui immagine noi genitori siamo stati fatti. Dobbiamo insegnare ai nostri figli come vivere alla luce dell’eternità.

* * *

È interessante notare che il numero delle virtù dei genitori modello ammonti a dodici. Nella numerologia biblica, il numero dodici simboleggia la perfezione del governo, e la famiglia rappresenta la più piccola unità di governo nelle istituzioni umane. Naturalmente il numero dodici, attribuito alle virtù dei genitori modello, è arbitrario. Qualcuno potrebbe infatti menzionare altre abilità qui non menzionate. Ma è comunque un dato degno di nota.

In conclusione, sarà pur vero che i Sepolcri foscoliani non vengono d’aiuto nell’allevare i figli e nell’affrontare i guai della vita, ma noi genitori possiamo pur sempre consolarci nella riflessione di due altri genitori celebri — seppur nel mondo della finzione letteraria — Renzo e Lucia, i quali «dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta piú cauta e piú innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore. Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c’è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta».

Amen.

Fonte

Michael Pearl, Twelve Parenting Basics.

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